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10/4/2007 - Anteprima Mostra "Segni di Storie Private. Segnio di storia. Abiti a Palazzo Jatta"
Segni di storie private. Segni di storia. Abiti a Palazzo JattaIl Catalogo è in vendita, se sei interessato all'acquisto, e vuoi dare un'occhiata a come è stato realizzato clicca qui.
Domenica 18 dicembre 2005, in un tardo pomeriggio di freddo secco succeduto ad una leggera nevicata notturna, si è tenuta a Ruvo, nella cornice del salone di Palazzo Jatta, la conferenza di presentazione al pubblico del libro “Segni di storie private. Segni di storia. Abiti a Palazzo Jatta” uscito, iin una splendida veste grafica, dai tipi di Claudio Grenzi Editore. Il volume, che si avvale della preziosa presentazione di Alvar Gonzàles Palacios, dà un contributo d’eccezione alla storia del tessuto e del costume in ambito pugliese, italiano, internazionale, attraverso lo studio e la catalogazione di trentasette pezzi tra abiti maschili e femminili, accessori di moda, corredi, arredi domestici e arredi sacri, realizzati tra la metà del diciottesimo secolo e d il terzo decennio del millenovecento. Le buone condizioni dei pezzi danno unicità all’intero nucleo appartenuto in massima parte ad una sola famiglia, quella, cioè, dei Bonelli di Barletta, venutasi a sposare nel 1930 con la famiglia Jatta nelle persone di Anna De Beaumont Bonelli e Giovanni Jatta.
La finalità di un Museo del costume sarebbe, infatti, alla luce di ciò che questo studio ha scoperto, quella di evidenziare gli aspetti dei modi di vivere del sociale partendo dall’importanza di un abito femminile quale quello probabilmente appartenuto a Giulia Viesti (Cat. 18), per arrivare al segno lasciato nella storia da un pantalone particolare in panno di lana rosso. Il primo, infatti, costituisce una rarità in quanto si mostra eccentrico e giovane nell’uso di colori, nei tagli, negli sboffi e nelle varie guarnizioni; di manifattura francese, in tessuto a maglia di seta stampata, con garza in diversi colori, trova affinità solamente con un abito di stile impero conservato presso il Museo del tessuto di Lione. Del secondo, invece, la fascia di tela in vita testimonia la relazione e l’intreccio della cultura aristocratica con quella popolare. Ebbene, quando la professoressa MariaPia Pettinau Vescina si è fermata a studiare i vestiti ospite in casa nostra ho avuto modo di sorprendermi, distinguendo alla lente d’ingrandimento abiti e gilet, sottovesti, marsine e sottomarsine, manifatture sartoriali provenienti dall’Italia meridionale e manifatture di tessuto francese, broccati, taffetas e ricami, fili di trama e di ordito, filigrane di oro filato e riccio. Ho potuto notare come dalla visione del particolare a quella del pezzo intero cambiasse ogni cosa a tal punto da lasciare immaginare non solo un mondo a parte nel mondo del tessuto, ma anche l’accuratezza, l’operosità e la preparazione di chi quel tessuto l’aveva prodotto, cucito in abito e riutilizzato con modifiche nuove, aggiunte ed integrazioni. Ecco perché le finalità di questo lavoro, propedeutico ad una esposizione temporanea o permanente che sia, è quello non solo di conservare e conoscere, ma anche di comunicare e condividere con altri per far vivere o rivivere la memoria storica.
Il Catalogo è in vendita, se sei interessato all'acquisto, vieni a trovarci nel cortile di Palazzo Jatta, oppure contattaci.
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